Chi è e cosa fa il coach?

 

Di Cristina Villani

Counselor, Coach

 

Molte persone pensano che il coach sia solo un allenatore sportivo e che abbia il compito, essenzialmente, di coordinare e di gestire l’allenamento di una squadra con l’intento di prepararla tatticamente e tecnicamente; insomma, si pensa sia un individuo che insegna ad utilizzare schemi di gioco, formazioni e strategie.

Tuttavia il coach è molto più di un allenatore: è un esperto di processi mentali. Il suo compito quindi è quello di aiutare le persone a fare emergere le proprie capacità e le proprie risorse, che spesso sono nascoste dentro di sé, al fine di permettere loro di esprimere tutti i propri talenti e le proprie potenzialità.

L’intento del coach è quello di portare il cliente alla consapevolezza, alla fiducia in sé stesso per agire serenamente e per renderlo sicuro di sé, con una mentalità aperta, positiva e vincente.

E come fa? Il coach ascolta attentamente, utilizza e rivolge domande specifiche al proprio cliente, definito “coachee”, con l’intento di capire quali siano gli obiettivi che intende raggiungere e fornirgli gli strumenti necessari a tale scopo. Inoltre, il coach non giudica, non suggerisce risposte e non dà consigli.

Gli incontri con il coachee si chiamano sessioni e vengono solitamente praticate nello studio del professionista. Generalmente si concorda un percorso che è relativamente breve e attraverso il quale si svolgono anche esercitazioni pratiche, continue e graduali, a cadenza settimanale, quindicinale e/o mensile al fine di monitorare i progressi del cliente.

Talvolta il coach mette il cappellino da trainer, cioè diventa insegnante per trasferire competenze ed abilità, per spiegare le tecniche da utilizzare e il significato di alcune parole.

Il coach non è né un medico né un terapista e quindi non si occupa di psicopatologia, ma si rivolge a persone senza particolari disturbi e che vogliono migliorarsi nell’affrontare le sfide quotidiane e specifici problemi della loro vita.

Il coach è una figura professionale censita in Italia nel 2010 dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e deve aver frequentato una scuola o un percorso di formazione sufficientemente lungo per avere esperienza in questa professione.

Perché andare da un coach? Perché chi usa il coaching ha una maggiore probabilità di raggiungere i propri obiettivi, perché il coaching offre l’opportunità di cambiare, di migliorare, e di far emergere qualità, sogni ed energie per modificare positivamente il proprio percorso di vita.

 

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
Studio Medico e Psicologico "Centro Umanistico"

Chiama

E-mail

Come arrivare