La maleducazione é contagiosa: come rompere la catena della negatività?

di dott.ssa Sara Bosatra

Psicologa, Psicoterapeuta Espressiva
 

 

È più che mai attuale l’argomento hate speech, soprattutto sui social network.
Ma anche la vita reale ci immerge costantemente in interazioni particolarmente aggressive, maleducate e ostili. Questo non vale solo per gli sconosciuti in situazioni come la guida, le file, i mezzi pubblici ecc: chiunque avrà in mente almeno una persona (familiare, collega, amica) che è solita rivolgersi agli altri con modi e toni sgarbati, facendo passare questo atteggiamento come una manifestazione di forza.

 

Secondo uno studio del Warrington College of Business Administration (Florida) pubblicato sul 'Journal of Applied Psychology', i comportamenti scortesi generano un effetto valanga: più siamo esposti alla maleducazione, più la percepiamo negli altri e aumenta la probabilità di essere ostili a nostra volta con gli altri. Ciò accade perché l’esposizione alla maleducazione attiva nella nostra mente il concetto di ostilità, in modo più o meno consapevole. Tale attivazione ci porta a percepire il mondo con un atteggiamento difensivo rispetto all’ostilità, influenzando le nostre interpretazioni e reazioni a discapito di un’analisi lucida della situazione e di risposte regolate.

La circolarità dei comportamenti ostili è estremamente dannosa per la salute, poiché genera forti livelli di stress e rende intollerabile l’ambiente familiare, lavorativo, gruppale, di coppia ecc, procurando effetti negativi anche nella vita affettiva personale.

 

Come rompere la catena della negatività? 

Il primo passo è prendere consapevolezza dell’ostilità ricevuta, elaborando la situazione vissuta personalmente o di cui si è stati testimoni. A questo punto bisogna prendere le distanze da quella ostilità, attivando l’autoregolazione che contiene gli impulsi e permette di riacquisire lucidità. La differenza fondamentale è che gli impulsi ci portano a reagire in modo difensivo e non pensato, mentre la consapevolezza ci porta a rispondere in modo ponderato e contestualizzato. 
Si tratta ovviamente di un’operazione molto difficile, complessa a livello energetico e in alcuni casi costosa in termini di orgoglio. Ma quando ci accorgiamo che l’ostilità intorno a noi ci sta causando malessere è fondamentale sapere che cosa può effettivamente funzionare per spezzare una catena negativa e generarne una positiva.


Credo che l’aiuto maggiore possa arrivare dalla consapevolezza che la vera dimostrazione di forza la dà non chi reagisce impulsivamente con scortesia, ma chi riesce a fare lo sforzo di rispondere lucidamente con calma e gentilezza. 
Se non caschiamo nell’inganno “chi urla e batte i pugni sul tavolo è il più forte”, allora potremo valorizzare i nostri atti di gentilezza come manifestazioni di forza emotiva e cognitiva.
Per citare il filosofo Hoffer, “la maleducazione è una debole imitazione della forza”.

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
Centro Umanistico Srls Via Pisacane, 29 15121 Alessandria P.IVA 02616530065

Chiama

E-mail

Come arrivare