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L’importanza del muscolo diaframma

Il diaframma è un muscolo impari a forma di cupola, che divide la cavità addominale da quella toracica, il quale risulta conosciuto per la sua importanza nella respirazione.
Proprio per questo è considerato il muscolo primario (“Principe”) della respirazione, ma è fondamentale nella dinamica del benessere di ogni individuo.

 

A livello corporeo si possono distinguere due “tipologie” di respirazione: PRIMARIA (diaframma) e SECONDARIA / ACCESSORIA (muscolatura cervicale/spalle).

 

A livello anatomico, il diaframma si ancora posteriormente sul passaggio di curva dorso-lombare, sulle prime 2-3 vertebre lombari (L1 a L3) tramite fasci carnosi chiamati “Pilastri del diaframma”; da qui si porta anteriormente seguendo il borso costale (dalla 6° in giù), per arrivare anteriormente sul processo xifoide dello sterno.

 

 

Facciamo un passo indietro: dalla nascita e per i primi mesi di vita la nostra respirazione è di tipo diaframmatico.
Vi è mai capitato di osservare un neonato che dorme? Noterete un movimento della pancia che corrisponde all’inspirazione e all’espirazione: il piccolo sta usando il diaframma. Con il passare degli anni e le successive emozioni, tensioni, eventi vari (traumatici, posturali, ecc...) questa capacità gradualmente si perde e si acquista invece una cosiddetta respirazione toracica (definita in precedenza “accessoria”).
In generale possiamo dire che una respirazione corretta fisiologicamente dovrebbe dipendere per circa un 80% dal diaframma e per il restante 20% dai muscoli “accessori”.
In molte più persone, di quello che si possa pensare, questa proporzione viene completamente sfalsata, invertita o in alcuni casi si può parlare di blocco diaframmatico.


Avere un diaframma poco funzionante, salvo che voi siate in gravidanza dove risulta normale, può portare molti problemi in diversi ambiti della salute: parliamo in generale di stress, mal di schiena, dolore cervicale, ipercifosi, stitichezza, gastrite, e altre problematiche causate ad esempio dalla contrazione scorretta e dal mancato movimento dei visceri.
Esso possiede un ruolo molto importante anche a livello postulare: avere un diaframma rigido limita non solo la respirazione ma anche la libertà di movimento; risulta molto importante anche per la mobilizzazione dei fluidi corporei (sangue e linfa).


Un diaframma contratto influisce molto sulla postura dato la “connessione” anatomica con il muscolo ileo-psoas (unico muscolo che collega il tronco con gli arti inferiori passando nei visceri profondi) e viceversa.


Che differenza c’è tra una respirazione diaframmatica e una toracica?


Per capirlo basta sdraiarsi in posizione supina mettere la mano destra sulla pancia e quella sinistra sul petto.
L’allenamento consiste nel percepire il movimento della mano destra (immaginare di voler gonfiare un palloncino tramite un respiro), e contemporaneamente essere impercettibile quello della mano sinistra sullo sterno.
Questa è la respirazione diaframmatica.
Al contrario, se il movimento maggiore viene percepito su quella toracica, non stiamo utilizzando il diaframma, ma la muscolatura accessoria.
Esercitandosi in modo costante ci si abitua a respirare con il diaframma e ad acquisire maggior consapevolezza così da poter mettere in pratica durante la quotidianità e  l’attività sportiva.

Imparare una corretta respirazione e saperla utilizzare mentre si effettua attività sportiva equivale ad avere una marcia in più, soprattutto nella gestione dei “momenti di crisi”.

 


Marco Gambarotta
Osteopata D.O. B.Sc (Hons) Ost. M.R.O.I.

 

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