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  <channel>
    <title>Salute a 360°</title>
    <link>https://www.centroumanistico.com</link>
    <description>Il blog del Centro Umanistico Salute a 360° raccoglie gli articoli dei nostri professionisti, per offrire gratuitamente contenuti sugli ambiti di medicina specialistica, psicologia e psicoterapia, crescita personale, benessere bio-naturale.</description>
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    <image>
      <title>Salute a 360°</title>
      <url>https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/Copia+di+PsicologiAMO.png</url>
      <link>https://www.centroumanistico.com</link>
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    <item>
      <title>Il corpo delle donne su Instagram e l’impatto sulla percezione di sé</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/corpo-donne-instagram-impatto-percezionedise</link>
      <description>L'esposizione a immagini di corpi femminili sessualizzati su Instagram ha un impatto negativo su come le donne percepiscono il loro corpo.
Promuovere un uso più attivo dei social network e una selezione di contenuti più realistici e rappresentativi della bellezza naturale può costituire un’importante azione di prevenzione per l'immagine corporea di molte donne.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          Diversi studi degli ultimi anni sostengono che l'esposizione a immagini di corpi femminili sessualizzati su Instagram abbia un impatto negativo su come le donne percepiscono il loro corpo.
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo contributo viene da uno studio italiano dell’Università di Padova, pubblicato sulla rivista “Body Image” (
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1740144521000942" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           disponibile a questo link
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          ): le donne esposte a immagini femminili sessualizzate hanno riportato una maggiore insoddisfazione per la propria immagine rispetto ai livelli pre-esposizione e rispetto al gruppo di controllo, e una maggior propensione a prendere in considerazione la chirurgia estetica per modificare il proprio corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Studi come questo potrebbero sostenere l’introduzione di nuove policy per i social network a favore della bellezza naturale e realistica, allo scopo di attenuare i vissuti negativi sul corpo e promuovere un atteggiamento di BODY NEUTRALITY.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma non era BODY POSITIVITY???
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eh no, sono due visioni molto diverse!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Body Positivity invita ad amare il proprio corpo così com'è, e a diventare orgogliose anche di forme e caratteristiche considerate inestetismi rispetto agli attuali canoni di bellezza. Il messaggio sottostante è "
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           per stare bene devi amare il tuo corpo ANCHE SE non rientra nei canoni più apprezzati
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Body Neutrality, invece, invita a trasformare direttamente il senso di insoddisfazione alla base, spostando l'attenzione dall'aspetto del corpo alle sue funzioni e alle esperienze positive che permette di fare. Qui il messaggio diventa: "
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           per stare bene con te stessa non devi per forza amare il tuo corpo, ma lavorare sulla tua visione personale per goderti le esperienze positive
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Promuovere un uso più attivo dei social network e una selezione di contenuti più realistici e rappresentativi della bellezza naturale può costituire un’importante azione di prevenzione per l'immagine corporea di molte donne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 10 Sep 2021 18:12:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/corpo-donne-instagram-impatto-percezionedise</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tensioni muscolari da stress: quando il corpo segnala il bisogno di leggerezza e libertà</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/tensioni-muscolari-da-stress-corpo-segnala-bisogno-di-leggerezza-e-liberta</link>
      <description>Esiste uno stretto legame tra emozioni e flusso di tensione muscolare. 
Se le emozioni restano inespresse o irrisolte, le tensioni muscolari permangono nel corpo, fino a provocare dolorose contrazioni o spasmi.
Le persone che vivono in condizioni di stress cronico soffrono di tensioni muscolari nella zona di collo e spalle, a volte addirittura riportando un accorciamento dei muscoli in quelle zone.
Oltre ad agire direttamente sulla muscolatura, la strada davvero risolutiva per sciogliere le tensioni muscolari è occuparsi del bisogno comunicato dal corpo attraverso di esse.
 
Solitamente la comparsa delle tensioni muscolari è il modo con cui il corpo chiede di recuperare dagli sforzi psicofisici ed emotivi, invitando a procurarsi defaticamento, rilassamento, leggerezza, libertà, nella dimensione fisica e psichica.
Come ha detto Laban: dopo ogni sforzo è necessario un recupero!</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Le tensioni muscolari non hanno a che fare sempre e solo con posture scorrette o movimenti poco funzionali, ma possono derivare dallo stress.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esiste infatti uno stretto
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           legame tra emozioni e flusso di tensione muscolare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : le emozioni si traducono in esperienza corporea, agendo su come organizziamo la tensione muscolare. Se le emozioni restano inespresse o irrisolte, le tensioni muscolari permangono nel corpo, fino a provocare dolorose contrazioni o spasmi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché avviene questo "deposito" delle emozioni nel corpo?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima registrazione che facciamo delle esperienze avviene a livello sensoriale, coinvolgendo pelle, muscoli, organi, tessuti, ghiandole. Le informazioni vengono così immagazzinate nella
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           memoria implicita del corpo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che il più delle volte non è accessibile alla memoria esplicita narrativa, dunque non ne siamo coscienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel nostro corpo è inscritta tutta la nostra storia, incluse le esperienze che non ricordiamo e quelle di cui non abbiamo ancora preso consapevolezza. Quando riusciamo a creare
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           connessioni tra corpo e mente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , inconscio e conscio, memoria implicita ed esplicita, le emozioni espresse e notate possono fluire e integrarsi armoniosamente nella persona, senza ristagnare. Se invece le emozioni restano inespresse e inascoltate senza possibilità di una presa di coscienza e integrazione con la mente, esse si cristallizzano nel corpo, creando condizioni che possono portare alla comparsa di fastidi, dolori e disfunzioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se da un lato le emozioni sono esperienze soggettive uniche, uno studio finlandese del 2014 dell'Università di Aalto ha fatto una scoperta rivoluzionaria per le neuroscienze: le
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mappe delle sensazioni corporee suscitate dalle emozioni sono universali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , indipendenti dai fattori culturali. Ciò significa che tutte e tutti sentiamo le emozioni nelle stesse parti del corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto riguarda lo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           stress
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , è stato osservato che le persone che vivono in condizioni di stress cronico soffrono di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           tensioni muscolari nella zona di collo e spalle
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , a volte addirittura riportando un accorciamento dei muscoli in quelle zone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre ad agire direttamente sulla muscolatura, la strada davvero risolutiva per sciogliere le tensioni muscolari è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           occuparsi del bisogno comunicato dal corpo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          attraverso di esse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Solitamente la comparsa delle tensioni muscolari è il modo con cui il corpo chiede di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           recuperare dagli sforzi psicofisici ed emotivi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , invitando a procurarsi
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           defaticamento, rilassamento, leggerezza, libertà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , nella dimensione fisica e psichica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cito un concetto fondamentale di Laban:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            dopo ogni sforzo è necessario un recupero
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È diffusa la tendenza a non occuparsi di sé, a confondere un’attività di recupero con una di semplice distrazione, a non ascoltare i segnali del corpo, a passare da una cosa a un’altra senza concedersi pause rigeneranti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come psicoterapeuta espressiva vi invito a prendervi cura delle tensioni muscolari, perché stanno esprimendo bisogni importanti di mente e corpo!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Fonte: Nummenmaaa, L. et. Al. (2014) Bodily maps of emotions. PNAS; 111(2): 646-651
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 15:24:08 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Stress: "il Male del XXI secolo"</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/stress-il-male-del-xxi-secolo</link>
      <description>Lo stress è stato definito il “Male del XXI secolo” dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): ne soffre oltre l'85% della popolazione italiana. 
Il malessere dello stress è generato non tanto dal singolo evento, quanto dalla personale percezione di non essere capaci di viverlo e sostenerlo.
Riuscire a gestire lo stress significa essere capaci di regolare le emozioni, dedicarsi a un recupero efficace del proprio benessere e proporre attivamente azioni, alternative o possibili soluzioni per stare bene (o meglio) nei diversi contesti di vita.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Lo stress è stato definito
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          il “Male del XXI secolo” dall’OMS
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         (Organizzazione Mondiale della Sanità):
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          ne soffre oltre l'85% della popolazione italiana
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         (dati Assosalute 2018). 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutti abbiamo sperimentato nella vita situazioni di stress più o meno forte di fronte a imprevisti, cambiamenti, eventi di vita positivi e negativi, scadenze, conflitti, attese. Pensando ad esempio agli ultimi due anni, ciascuno potrà avere in mente gli eventi che sono stati più difficili da affrontare a livello emotivo ed energetico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è però detto che si tratti di situazioni di per sé negative o gravi: il malessere dello stress è infatti generato non tanto dal singolo evento, quanto dalla personale
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           percezione di non essere capaci di viverlo e sostenerlo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Ad esempio, una promozione potrebbe generare un senso di pesantezza per le nuove responsabilità, al punto da provocare
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sintomi psicosomatici, comportamenti di autosabotaggio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          o richieste di demansionamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allo stesso modo, qualcuno potrà pensare a un evento ritenuto comunemente motivo di fortissimo stress, come un trasloco, e accorgersi di averlo invece vissuto con serenità ed entusiasmo, mentre potrebbe aver sperimentato molta fatica per piccoli compiti quotidiani ritenuti semplici da altre persone, come viaggiare da pendolare per andare al lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La vita ci propone di continuo di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           adattarci al cambiamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , questo è inevitabile. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò però non significa che dobbiamo sopportare gli effetti psicofisiologici dello stress fino alle estreme conseguenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo stress non efficacemente gestito è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dannoso per la salute psicofisica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Comporta tensioni corporee, nervosismo, stati ansiosi, irritabilità, manifestazioni psicosomatiche, riduzione dell’autostima, disturbi del sonno, diminuzione delle difese immunitarie, aumentando dunque il rischio di sviluppare patologie organiche e psichiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La psicologia della Salute ha ampiamente indagato gli effetti della capacità di gestire lo stress in relazione alla
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           qualità della vita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Qualsiasi cambiamento, desiderato e non, richiede un processo di adattamento che può suscitare un senso di paura, pesantezza, blocco. Lo stress nasce dalla sensazione di non riuscire ad adattarsi, a stare dietro al cambiamento, a soddisfare l’aspettativa dell’ideale proprio e altrui, o ancora la paura di fallire, deludere, perdere il certo per l’incerto, non essere all’altezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È davvero possibile imparare a gestire lo stress? SÌ!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riuscire a gestire lo stress significa essere capaci di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           regolare le emozioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , dedicarsi a un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           recupero efficace
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          del proprio benessere e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           proporre attivamente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          azioni, alternative o possibili soluzioni per stare bene (o meglio) nei diversi contesti di vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È facile gestire lo stress? NO! E diffida da chi dice il contrario...
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gestire lo stress è DIFFICILE. Richiede molte risorse fisiche, emotive, cognitive e relazionali di cui non sempre disponiamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Senza contare che in Italia non esiste ancora una sufficiente cultura della prevenzione: è molto diffusa la tendenza a negare il bisogno di rallentare, alleggerire, avere supporto, fino a quando le risorse personali non sono ormai del tutto esaurite.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Molti sottovalutano i segnali dello stress negativo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e non riescono a dedicarsi a un recupero della propria integrità psicofisica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A quanti è capitato di non riuscire a staccare mentalmente dal lavoro e arrivare a casa senza godersi le relazioni familiari o senza recuperare nel tempo libero?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quanti faticano a concentrarsi efficacemente a lavoro perché il pensiero va in modo automatico a problemi familiari?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei periodi più provanti è del tutto normale fare fatica a regolare le proprie emozioni, mettere da parte i pensieri negativi, prendersi tempo da dedicare alla cura di sé, riuscire ad attivare il proprio potere creativo per trovare soluzioni o possibili alternative alle difficoltà. Col tempo ciascuno sviluppa le proprie
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           strategie difensive
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          per consolarsi, distrarsi, tirare avanti, ma non sempre si tratta di soluzioni salutari: fumo, alcol, cibo spazzatura, abbuffate, modalità relazionali aggressive, ecc.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Migliorare la gestione dello stress significa
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           modificare abitudini disfunzionali e sviluppare nuove strategie di adattamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : questo non è facile, richiede tempo e impegno. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diffida da chi promette di azzerare lo stress con una semplice e facile tecnica miracolosa adatta a tutti: non puoi azzerare lo stress, e non è neanche utile farlo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una quota di stress offre la giusta carica per affrontare le sfide della vita, e questo ha un effetto positivo sull'autostima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il malessere da stress negativo si esprime in ogni persona in maniera differente, in base a carattere, esperienze, stile emotivo, percezione del corpo, salute fisica, fiducia in se stessi, risorse relazionali momentaneamente disponibili, fase di vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A questo proposito vorrei parlarti di alcuni falsi miti sulla gestione dello stress.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FALSO MITO N.1: BASTA RILASSARSI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Certamente, il rilassamento è uno dei metodi efficaci per sciogliere le tensioni muscolari, agendo indirettamente anche sull'emotività. Ma il rilassamento non è una pratica adatta a tutti, e per alcune persone è possibile riuscire a rilassarsi solo dopo aver raggiunto per altre vie uno stato emotivo di tranquillità. Questo perché non siamo tutti uguali, non abbiamo lo stesso rapporto con il nostro corpo. Può essere pericoloso affidarsi a chi propone una sola tecnica uguale per tutti, è invece importante scegliere chi ha competenze solide per costruire un percorso personalizzato.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A volte serve molto di più di una tecnica di rilassamento...
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FALSO MITO N.2: BASTA PENSARE POSITIVO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Certamente, il pensiero positivo può essere utile per alleggerire ogni situazione e alimentare la fiducia che il futuro porti qualcosa di buono. Tuttavia, perché non sia una semplice idealizzazione o una finta narrazione, il pensiero deve trovare anche solo un piccolo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           appoggio esperienziale per rendere veritiera la positività.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Che sia l'esperienza di sicurezza trovata nel corpo, o l'aiuto concreto di alleati, o il sostegno di persone care, la positività deve ancorarsi da qualche parte, o finirà per essere percepita come una mera illusione, con l'effetto paradossale di aumentare ulteriormente il malessere da stress. E' importante scegliere un professionista preparato per integrare davvero i pensieri con il corpo, le emozioni e i comportamenti (...e non sappia solo ripeterci "pensa positivo!").
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ...Quindi come si gestisce lo stress?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per un cambiamento efficace e duraturo, è importante smettere di reagire alle situazioni stressanti con comportamenti che non funzionano o che sono dannosi per la salute, e imparare a gestire lo stress senza stressarsi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vediamo qualche strategia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ol&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Imparare a recuperare in autonomia un senso di benessere ed equilibrio psicofisico.
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Come dice Rudolf Laban, dopo ogni sforzo è importante dedicarsi a un recupero, altrimenti le energie si esauriranno anzichè rigenerarsi e moltiplicarsi.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Apprendere tecniche efficaci per ridurre lo stress.
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Esistono diverse tecniche, l'importante è trovare quelle più giuste per sé, personalizzarle e, preferibilmente, conoscerne più di una per essere meglio attrezzati nelle diverse situazioni di crisi.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Limitare gli effetti negativi delle situazioni problematiche
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
        
            . Per riprendere fiato dalle fasi più critiche è fondamentale arginare e riconfigurare il problema, separando i contesti di vita (es. casa e lavoro) ed evitando il rimuginio, i pensieri ossessivi e le narrazioni dal linguaggio negativo.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Rispondere alle situazioni critiche in maniera proattiva e connessa ai bisogni personali.
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Mettersi in ascolto autentico dei propri bisogni è il primo passo per attivarsi intenzionalmente e procurare ciò che serve per stare meglio. Difese come negare, minimizzare, fare la vittima, lamentarsi o assumere un atteggiamento passivo non possono che aumentare i livelli di stress in modo più o meno conscio, ma sempre dannoso per la salute.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Risvegliare il potenziale creativo.
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            La creatività è una delle risorse più preziose per la nostra capacità di adattamento, poichè consente di sfruttare la capacità della mente di trovare soluzioni alternative e originali ai problemi quando le strategie note e convenzionali non funzionano. Inoltre non va sottovalutato il ruolo dell'arte sulla salute. La Neuroestetica dimostra con evidenze scientifiche che la partecipazione a eventi artistici e culturali e la contemplazione della bellezza agisce profondamente sulla riduzione dello stress, sciogliendo le tensioni emotive e stimolando la curiosità e la creatività.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Prendersi cura della salute.
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            Cogliere i primi segnali di malessere e ricercare attivamente di ripristinare uno stato di benessere è un'ottima abitudine per la salute. Prevenire è meglio che curare! 
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In generale, per imparare a gestire meglio lo stress è importante prendere
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           consapevolezza del proprio funzionamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          di fronte agli eventi stressanti, conoscere lo stress e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sviluppare nuove capacità di risposta, adattamento e recupero
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , utili alla salute e alla qualità della vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 17:51:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/stress-il-male-del-xxi-secolo</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lombalgia o mal di schiena: i vantaggi del trattamento osteopatico</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/lombalgia-o-mal-di-schiena-i-vantaggi-del-trattamento-osteopatico</link>
      <description>Viene definita Lombalgia ogni dolore che ha come punto d’insorgenza la regione lombare della nostra colonna vertebrale, il quale può essere determinato da svariate cause.
Si stima che nell'85% dei casi il mal di schiena sarebbe imputabile a cause non specifiche legate allo stile di vita. Ad esempio posture scorrette, sforzi, poco stretching, sedentarietà, stress fisici - psicologici, traumatismi, colpi di frusta, problemi di natura viscerale.
L'intervento dell'osteopata attraverso la manipolazione va a migliorare la vascolarizzazione, il drenaggio e l’ossigenazione dei tessuti, con l’obiettivo di ripristinare la normale funzionalità, interrompendo la facilitazione neurologica che comportava il dolore.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per Lombalgia (“lombo” = lombare / “algia” = dolore) si intende ogni dolore che ha come punto d’insorgenza la regione lombare della nostra colonna vertebrale, il quale può essere determinato da svariate cause.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Potendo essere scatenata, come preannunciato da molteplici fattori, viene stimato che solo il 15% circa delle lombalgie abbia cause specifiche, mentre il rimanente
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           85%
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          sarebbe imputabile a
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cause non specifiche legate allo stile di vita.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa tipologia “Aspecifica” è molto comune ad oggi, circa l’80% degli adulti ne fanno esperienza durante la propria vita, comportandone effetti sia da un punto di vista economico (assenteismo lavorativo) sia dal punto di vista della qualità di vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le cause alla base di una Lombalgia possono essere molteplici come
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           posture scorrette, sforzi, poco stretching, sedentarietà, stress fisici - psicologici, disturbi muscoloscheletrici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (ernie, artrosi, ecc),
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           traumatismi del bacino - colonna - arti inferiori, colpi di frusta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e molti altri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma tutto ciò può essere scatenato da
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           problemi di natura viscerale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (intestino - reni - vescica - utero) per l’esistenza di strette relazioni anatomiche - vascolari - neurologiche che connettono gli organi addominali con le strutture muscoloscheletriche della nostra colonna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ulteriore causa di questo problema così comune, può essere dato dalla presenza di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cicatrici post-operatorie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (addominali e non) le quali creano limitazioni di scorrimento tra i vari strati tessutali cutanei, andando a generare fissità dell’organo e delle strutture adiacenti, ripercuotendo il tutto sulla colonna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A questo molteplice elenco, partecipa anche la differenza anatomica o funzionale nella lunghezza di una gamba (dismetria apparente o reale) la quale potrà simulare un atteggiamento di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           asimmetria della colonna
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ovvero creando un “atteggiamento scoliotico” o una scoliosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La lombalgia si può classificare in due tipologie:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Acuta
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            = eventi con durata da pochi giorni a poche settimane, che possono avere risoluzione spontanea. Spesso causata da disturbi “meccanici” a livello muscolare / legamentoso / discale, laddove il dolore è parte integrante del processo infiammatorio di guarigione. Sono episodi “allarme”, di conseguenza il dolore assume ruolo protettivo per impedire movimenti che comportino danni.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              Cronica
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            = si evidenzia quando “l’allarme” inviato dal corpo non viene recepito, facendo si che alla lunga la capacità del corpo di supporto e reazione attiva diminuisca, facendo si che la soglia di compensazione - adattamento intrinseca corporea non potrà più far fronte alla situazione instaurata.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’INTERVENTO DELL’OSTEOPATIA…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Visti gli innumerevoli fattori che possono partecipare all’insorgenza di una lombalgia, va tenuta conto della capacità del nostro organismo di adottare strategie uniche atte alla sua “sopravvivenza” e nel poter rispondere al meglio alle necessità quotidiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tutto ciò, va ricordato che il lavoro dell’Osteopata è quello di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           prendere in cura la persona e non la patologia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , atto alla ricerca della causa/e del dolore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pertanto viene “esaminato” tramite accurata anamnesi in totalità il corpo del paziente, considerando tutte le variabili - concause che si presenteranno durante il cammino terapeutico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come esaminata in precedenza la molteplicità delle cause atte all’insorgenza di questo fastidioso problema, i
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           trattamenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che si andranno ad effettuare saranno “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mirati e personalizzati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ” al paziente preso in esame, scegliendo l’approccio e le tecniche più pertinenti per ottenere il miglior risultato possibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Normalizzando le disfunzioni di mobilità riscontrate, attraverso la manipolazione si andrà a migliorare la vascolarizzazione, il drenaggio e l’ossigenazione dei tessuti, con l’obiettivo di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ripristinare la normale funzionalità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , interrompendo la facilitazione neurologica che comportava il dolore. Così facendo si potranno avere effetti significativi sia sulla forma acuta che su quella cronica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il trattamento può essere anche mirato ad un’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           azione “preventiva”,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          andando ad individuare quelle zone corporee che non svolgono correttamente il proprio lavoro, scongiurando un’eventuale evoluzione in forma algica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A tutto ciò va unito un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           lavoro multidisciplinare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (esercizi mobilità e rinforzo - stretching - altre terapie) con lo scopo di eliminare il problema e mantenere un buono stato di salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2020 13:21:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/lombalgia-o-mal-di-schiena-i-vantaggi-del-trattamento-osteopatico</guid>
      <g-custom:tags type="string">osteopatia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Obesità pediatrica: a che punto siamo?</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/obesita-pediatrica-a-che-punto-siamo</link>
      <description>Sovrappeso, obesità, epidemia di obesità.
Sono termini che sentiamo ogni giorno.  L’eccesso ponderale nella popolazione ha cause sociali, economiche, culturali, famigliari, mediche, genetiche, comportamentali e psicologiche che pongono le basi per creare quello che è attualmente la più grande fatica contro cui la sanità mondiale sta lottando. 
Una delle strade che si sta percorrendo è combattere sovrappeso ed obesità non appena si presentano in età pediatrica.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Sovrappeso, obesità, epidemia di obesità.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono termini che ogni giorno si ascoltano in televisione e radio, si leggono su social network e riviste, se ne discute al bar, sul treno, in pizzeria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siamo - persone comuni e personale sanitario - continuamente bombardati da come quando e perché questo problema non trova soluzione, ma è anzi
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           in aumento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Se lo si chiedesse alla prima persona che incontriamo, ci risponderebbe probabilmente che
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           basta mangiare meno e meglio
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          e si risolverebbe la situazione. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vero in parte. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sappiamo bene che bisogna mangiare meno e meglio, ma non è così semplice come si pensa, altrimenti non sarei qui a scrivere di questo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’eccesso ponderale nella popolazione ha cause sociali, economiche, culturali, famigliari, mediche, genetiche, comportamentali e psicologiche che pongono le basi per creare quello che è attualmente la più grande fatica contro cui la sanità mondiale sta lottando. Queste dinamiche si intrecciano tra di loro nei modi più imprevedibili fino a portare nel lungo periodo alle numerose problematiche legate all’obesità per il paziente (comorbilità varie, aumentato rischio di CVD, aumento della mortalità rispetto a soggetti normopeso o sovrappeso, disagi di natura psicologica e sociale) e per il sistema sanitario, che deve far fronte ad una spesa inimmaginabile per trattamento e prevenzione. Ne risulta che dovremmo essere tutti interessati nel voler cambiare questo trend in continuo aumento, tanto che negli Stati Uniti le percentuali di bambini, adolescenti ed adulti affetti da obesità sono triplicate negli ultimi 40 anni, per via anche del repentino
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cambiamento nello stile di vita e comportamentale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          della popolazione, la quale
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mangia peggio e si muove sempre meno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (due aspetti che vanno considerati insieme alle cause precedentemente scritte). I dati provenienti da oltreoceano sono sovrapponibili non solo all’Europa ma a tutto il mondo e più che epidemia è il caso di utilizzare il termine pandemia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dire quale sia il fattore che sta alla base di un cambiamento così drastico nello stile di vita della popolazione mondiale è impossibile, la multifattorialità delle condizioni che si sviluppano con l’eccesso ponderale è sovrapponibile alla multifattorialità delle condizioni che hanno portato al suddetto eccesso poderale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I ricercatori e le istituzioni sono d’accordo su una cosa: cambiare lo stile di vita della popolazione. Missione molto più difficile di quanto si creda poiché le
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           abitudini poco salutari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che ci stiamo portando dietro sono radicate e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           solo pochi sono pronti a fare un cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sia chiaro, il cambiamento al quale si tenta di andare incontro riguarda tutti, anche se chi deve fare gli sforzi maggiori sono le persone in sovrappeso e affette da obesità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una delle strade che si sta percorrendo è combattere sovrappeso ed obesità non appena si presentano in età pediatrica. Se è vero – ed è vero – che un bambino o adolescente affetto da obesità sarà un adulto con la stessa problematica, è altrettanto vero che
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           attualmente 1/3 della popolazione pediatrica soffre di eccesso ponderale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , con valori che in alcuni paesi europei (tra cui l’Italia) sfiora il 43%. Le cause di questo vertiginoso aumento sono da ricercare nelle abitudini alimentari dei genitori, nella scelta errata di alimenti, nella scarsa se non nulla attività fisica, nelle condizioni economiche, sociali e culturali ed è impossibile intervenire su tutte insieme.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli obiettivi iniziali si focalizzano sull’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           educazione alimentare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e sullo spronare il paziente – e di riflesso la famiglia – ad essere più attivo, limitando le ore passate davanti agli schermi. A 2020 iniziato questo compito non è mai stato più arduo e sempre più ricerche stanno andando verso la direzione di come trattare l’eccesso ponderale in età pediatrica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un buon punto di partenza per tutti può essere il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           decalogo dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          sui comportamenti da attuare (per tutta la vita ed in base alle fasi di crescita) per prevenire sovrappeso ed obesità e per tutelare la salute:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           In epoca prenatale
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Attenzione al peso ed astenersi dal fumare: i troppi chili
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           in gravidanza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          si associano ad aumentato rischio di sviluppare obesità in età evolutiva mentre il fumo materno nel periodo perinatale aumenta il rischio di sovrappeso all’età di 7 anni (indipendentemente dal peso alla nascita). Il rischio aumenta anche se la madre fuma nel periodo postnatale o se il bambino è esposto al fumo passivo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           I primi due anni
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Allattamento al seno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          esclusivo possibilmente fino a 6 mesi: quest’abitudine riduce tra il 12 e il 26% il rischio obesità nelle età successive. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Evitare un eccessivo aumento di peso e del rapporto peso/lunghezza sin dai primi mesi di vita: l’azione preventiva si basa principalmente sull’attenzione al
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           tipo, quantità e periodo di introduzione degli alimenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Non introdurre prima dei 4 mesi alimenti solidi e liquidi diversi dal latte materno o dalle formule per lattanti: le raccomandazioni internazionali e nazionali suggeriscono di iniziare l’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           alimentazione complementare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          quanto più possibile vicino ai 6 mesi di vita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Bambini in età scolare ed adolescenti
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. Limitare l’uso di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           fast food
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e la frequenza di locali a base di fast food: l’abitudine ai pasti consumati fuori casa, soprattutto nei fast food, induce le persone a mangiare di più. Inoltre, la frequenza di locali fast food da parte di bambini e adolescenti si associa a un aumento di assunzione di cibo spazzatura e a una ridotta assunzione di vegetali freschi. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6. Evitare
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           bevande zuccherate
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , sport drink, succhi di frutta con zuccheri aggiunti. In età adolescenziale, no a bevande alcoliche e energy drink: l’utilizzo di bevande zuccherate può produrre un aumento di peso dovuto al contenuto in zucchero e quindi all’apporto calorico e al ridotto senso di sazietà che inducono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7. Ridurre a meno di 2 ore al giorno il tempo trascorso davanti a uno
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           schermo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : passare troppe ore davanti a uno schermo sottrae tempo all’attività fisica e può associarsi ad un’alimentazione eccessiva e scorretta. È sconsigliato l’uso di tv e tablet sotto i due anni perché è stato dimostrato un effetto negativo della video-esposizione sulla regolarità del sonno. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          8. Rispettare una corretta
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           igiene del sonno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : dormire poco è un potenziale fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità in età pediatrica.  Le quantità di ore di sonno ottimali nei bambini e negli adolescenti sono tra le 12 e le 16 ore tra i 4 ed i 12 mesi; tra le 11 e le 14 ore tra 1 e 2 anni; tra le 10 e le 13 ore tra i 3 ed i 5 anni; tra le 9 e le 12 ore tra i 6 ed i 12 anni e tra le 8 e le 10 ore durante l’adolescenza. Si suggerisce di spegnere tutti gli schermi almeno 30 minuti prima di andare a letto ed evitare che ci siano televisori e computer nella stanza da letto dei bambini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Per tutta la vita
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          9) Seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dieta mediterranea
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : un’alimentazione ricca di prodotti vegetali e a moderato apporto di proteine animali e grassi saturi favorisce un sano metabolismo e riduce l’infiammazione dell’organismo. Il maggior numero di pasti dovrebbe essere consumato in famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10) Trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           attività fisica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          moderata/intensa per migliorare la salute metabolica e ridurre il rischio di un eccessivo incremento di peso: l’attività fisica previene sovrappeso e obesità e migliora il metabolismo a tutte le età. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il decalogo preventivo è utile a tutti gli operatori per ridurre l’eccessivo aumento ponderale tra la popolazione pediatrica e tutte le conseguenze che ne derivano. Il bambino affetto da obesità presenta infatti frequentemente fattori di rischio metabolici e non metabolici, fino a manifestare morbilità conclamata per ipertensione, dislipidemia, intolleranza al glucosio, disturbi del comportamento alimentare, aspettativa di vita minore rispetto a quella del bambino non affetto da obesità. Inoltre, è alta la probabilità (40-80%) che l’obesità persista in età adulta. A questo elenco si può sovrapporre la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           piramide alimentare.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È un oggetto mutevole, cambiato nel corso degli anni in base alle nuove scoperte sul piano alimentare e di frequenze di consumo ed aggiornato anche dal punto di vista rappresentativo affinché sia il più intuitivo ed immediato possibile, con le informazioni chiave il più comprensibili. Già di per sé la piramide è una forma dal significato inequivocabile, ma non è uno strumento perfetto: si cerca sempre di renderla migliore. Il punto è che tutti più o meno conoscono o hanno sentito parlare della piramide alimentare, quando la si mostra il feedback è positivo perché chiunque si rende conto della sua correttezza. Ma la realtà dei consumi e delle abitudini è ben altra e prescinde le migliori piramidi alimentari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La piramide alimentare proposta dalla Società Italiana di Pediatria attualmente è la più recente, più ricca e più sintetica possibile, per tutti i bambini, fin dall’età prescolare. Essa può essere estesa anche alla popolazione non pediatrica, in quanto le buone norme alimentari sono esattamente sovrapponibili.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           riconoscere precocemente sovrappeso ed obesità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          durante l’età infantile e trattare l’eccesso ponderale e le sue complicanze, attuando anche manovre preventive sulla popolazione e sui soggetti a rischio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per Lakshman et al. (
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Childhood Obesity
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ), considerando il rapido aumento della prevalenza di bambini affetti da obesità in età prescolare e la correlazione tra l’alimentazione durante i primi mesi/anni di infanzia e l’insorgenza di obesità in età adulta, occorre prestare particolare attenzione all'identificazione dei
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           primi fattori di rischio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          al fine di sviluppare strategie per la previsione e la prevenzione precoce:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Peso alla nascita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e fattori prenatali: esistono prove consistenti da ampi studi di coorte di associazione lineare e positiva tra peso alla nascita e BMI di vita adulta, e questo può essere ugualmente attribuibile a correlazioni con adiposità e massa magra. Inoltre, l’obesità materna, l’aumento di peso gestazionale e l’aumento della glicemia durante la gravidanza sono positivamente associati ad obesità e disordini metabolici nei figli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - L’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           eccessiva nutrizione nei primi mesi di vita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : la situazione che agevola l’insorgenza dell'obesità è l’ipernutrizione durante lo sviluppo del feto e nel periodo postnatale. L'iperglicemia materna porta ad aumentare il trasporto del glucosio attraverso la placenta che, a sua volta, aumenta la secrezione di insulina da parte del pancreas fetale. L'insulina è adipogenica nella tarda età fetale e infantile e probabilmente aumenta il numero di cellule adipose (l’adipogenesi fetale aumentata è alla base della macrosomia osservata nei neonati di madri diabetiche)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - L’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           aumento di peso durante l’infanzia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : in rapporto alle dimensioni del corpo, l’aumento del peso nel primo anno di vita corrisponde al più alto tasso di guadagno di massa in termini assoluti. Più questo incremento è elevato rispetto a quello fisiologico, maggiore è la massa di cellule adipose che si formano e l’equilibrio metabolico viene precocemente modificato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nutrizione infantile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : è significativamente rilevante il tipo di allattamento: i bambini allattati al seno crescono meno in fretta rispetto ai coetanei che si nutrono di soluzioni di latte artificiale e che hanno uno sviluppo più rapido ed il rischio di obesità in età scolare è ridotto del 15-20% nel primo gruppo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fattori genetici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : in soggetti con obesità molto grave sono stati identificati disturbi del funzionamento biologico del centro di controllo del senso di fame e di sazietà correlati a mutazioni deleterie nella codifica di alcuni geni. Si tratta comunque di patologie molto rare sulle quali c’è molto da studiare ed approfondire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poiché quindi le cause sono molteplici, la soluzione non può essere una ed uguale per tutti. La prevenzione dovrebbe iniziare comunque in età prescolare e continuare durante il periodo scolastico, durante il quale si instaurano molteplici abitudini che si protrarranno nel tempo e si pone la base per uno sviluppo adeguato od uno sviluppo eccessivo, con incremento ponderale elevato. Scuole e personale sanitario dovrebbero così collaborare ed avere l’obiettivo comune di migliorare la vita presente e futura di tutti i bambini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La valutazione nutrizione del soggetto pediatrico è tendenzialmente più complessa rispetto a quella del soggetto adulto: vanno considerati diversi parametri, a partire dalle curve di crescita e di sviluppo che servono ad inquadrare il paziente in base ad età, sesso, peso, BMI, altezza al fine di iniziare l’approccio dietoterapico nel modo più completo possibile. Ogni bambino o adolescente è diverso dai propri coetanei ed un insieme di aspetti convergono contemporaneamente a formare un soggetto unico per cui l’approccio clinico standardizzato non può funzionare. Ecco perché c’è bisogno di un approccio differente dal solito incontro ambulatoriale, tante volte fine a se stesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gold standard è l’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           educazione famigliare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , con incontri a cadenza regolare durante i quali si educano la famiglia (o i/il caregiver) ed il bambino con eccesso ponderale, su come scegliere gli alimenti più adatti, quali siano, in che quantità è opportuno farli assumere ai bambini, su come rapportarsi ai disturbi dell’alimentazione e – ultimo ma non meno importante – su come aumentare il livello di attività fisica del bambino/adolescente e della famiglia. Il focus si sposta dall’interesse per il mero calo ponderale verso al mantenimento di corrette scelte di vita (dal mondo di fare la spesa all’iniziare e proseguire uno stile di vita attivo) che alla lunga portano inevitabilmente ad una riduzione del peso. Questo tipo di approccio crea consapevolezza alimentare all’interno del nucleo famigliare, definendo i comportamenti corretti e quelli incorretti nei confronti del cibo e di come ci si approccia ad esso. Le abitudini così maturate persistono per gli anni a venire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un trial clinico randomizzato (Kerri N et al.) avvenuto tra il 2011 ed il 2015 nell’area di San Diego ha provato a mettere a confronto i risultati ottenuti nel trattare l’obesità pediatrica in due modi differenti: uno basato sull’intero nucleo famigliare e l’altro basato solo sull’educazione dei genitori/caregiver senza coinvolgere il bambino. Entrambi gli approcci sono stati condotti con 20 ore di incontri di gruppo e 30 minuti di incontri individuali nell’arco di 6 mesi, con gli stessi argomenti e con le stesse figure di riferimento alla base. L’unica differenza è stata appunto la presenza del bambino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I risultati sono stati sovrapponibili: entrambi gli approcci hanno ottenuto modificazioni significative sugli outcome primari e secondari analizzati, in particolare sulla riduzione del peso del bambino e dei genitori, sul miglioramento dell’intake energetico del nucleo famigliare e sull’introduzione di attività fisica tra le abitudini. Ovviamente la presenza del bambino fa sì che l’educazione passi anche a lui, facendolo sentire più coinvolto nel percorso e più consapevole, rispetto al metodo che non prevede la sua presenza agli incontri e che potrebbe farlo sentire una ‘’vittima passiva’’ di improvvisi cambiamenti che portano in casa i genitori rispetto ai quali manca il suo coinvolgimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo articolo conferma un pensiero già fortemente consolidato in me e nel personale sanitario che si occupa di obesità e sovrappeso infantile: i genitori sono spesso i diretti responsabili delle abitudini errate dei bambini, quindi agire su questi ultimi è poco producente se alla base non vi è motivazione da parte dei genitori di intraprendere assieme al figlio un percorso di cambiamento dello stile di vita e del rapporto che hanno con il cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro aspetto di non minore importanza è costruire un forte legame di fiducia umana e professionale con il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           team multidisciplinare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che si occupa del trattamento dell’obesità pediatrica. Avere fiducia nel personale che sta di fronte permette di iniziare il percorso con una motivazione maggiore, così come è altrettanto importante avere fiducia nella terapia medica nutrizionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho usato il termine genitori perché il corretto trattamento dovrebbe interessare entrambi, ma in verità questo non accade. Un’interessante review (Morgan et al.) pubblicato sull’Official Journal of the American Academy of Peditrics fa notare come i padri sono nella stragrande maggioranza dei casi non sono coinvolti durante il percorso dietoterapico del figlio. Si ipotizza che ciò avvenga per via di un disinteresse verso l’eccessivo peso del bambino (alle volte non viene percepito come un problema di salute), oppure un disagio del padre a prendere parte ad incontri di gruppo composti principalmente da donne. La causa del mancato coinvolgimento dei padri è comunque sconosciuta, e solo il 2% degli studi analizzati ha riportato come questa assenza possa essere una limitazione, mentre solo l’1% degli studi ha marcatamente cercato di coinvolgere i padri. In ogni caso è stato notato che l’incremento del tempo trascorso facendo attività fisica dipende molto dal padre, che spesso è più motivato ad effettuare attività sportive con il figlio. Il giudizio comune dei moderatori della review è che la mancata partecipazione di entrambi i genitori è un gap che va colmato e che potrebbe rivelarsi avere una conseguenze positive sulla gestione della salute del bambino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli obiettivi da conseguire per il trattamento dell’obesità, secondo lo standard SIO-ADI, vi è la presa in carico del soggetto da parte di un team multidisciplinare per intraprendere un percorso di cambiamento di abitudini alimentari e stili di vita, ponendo traguardi e modificazioni nuove e piccoli ad ogni controllo, con visite mensili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nutrizione occupa una porzione del trattamento enorme, per cui le raccomandazioni sono tante e spesso possono voler dire modificare totalmente le abitudini alimentari del nucleo famigliare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dallo standard SIO-ADI è possibile riassumerle in questo modo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Cercare di comporre la giornata alimentare di almeno 5 pasti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Cercare di consumare sempre un’adeguata colazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Limitare l’ introito calorico e limitare gli alimenti ipercalorici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Assumere una quota proteica con le frequenze settimanali sulla base delle raccomandazioni dei LARN
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Metà dell’energia assunta derivata dai carboidrati, preferendo alimenti a basso indice glicemico e limitando zuccheri semplici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Lipidi totali non superiori al 30% delle energie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Apporto di fibre dietetiche secondo i LARN 2014
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impegno per il management del problema di peso mondiale non può passare solo per le mani del personale sanitario e delle persone direttamente interessate dalla situazione. In primis sono le istituzioni a dover attuare dei cambiamenti rilevanti sulla società, e di conseguenza sulla popolazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tutto il mondo ci sono alcuni esempi virtuosi di varie azioni che si possono compiere per migliorare i comportamenti alimentari:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - In Messico da gennaio 2014 è stata introdotta una tassa di 1 peso (+10% in media) su tutte le bevande ad elevato contenuto di zucchero, influenzando significativamente la spesa delle famiglie (in particolare di quelle più povere)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - In Cile dal 2016 sulle etichette degli alimenti vengono segnalati quelli che presentano un eccesso di calorie, di grassi saturi, di zucchero e di sodio; contemporaneamente sono stati limitati gli spot pubblicitari di alimenti ad alto contenuto di zuccheri, sale e grassi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - In Francia dal 2005 le macchinette sono bandite dalle scuole primarie; dal 2010 in tutte le scuole è richiesto di scegliere gli alimenti da vendere in base ai criteri della sana alimentazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - In Finlandia, nel 2010, è partito un progetto governativo per aumentare il livello di attività fisica degli studenti di tutte le scuole, arrivando nel 2016 a coinvolgere il 62% delle scuole del paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’idea che dovrebbe passare è che per quanti buoni decaloghi possiamo scrivere, per quante ottime piramidi alimentari possiamo far vedere alle famiglie, per quanto precisi e mirati possono essere le indicazioni date durante le viste ambulatoriali, se le istituzioni – governo, scuole, aziende – non danno il loro contributo e non fanno sentire di essere sensibili nei confronti della tematica, pochi saranno – e sono – i cambiamenti positivi. Siamo il prodotto del nostro ambiente, e l’ambiente è un nostro prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche la qualità degli interventi proposti deve essere di alto livello, a partire dalle
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           campagne di sensibilizzazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          fino al trattamento dell’eccesso ponderale. Se durante una visita il professionista che si ha davanti non dimostra interesse ed iniziativa, difficilmente le famiglie partiranno motivate per il percorso che devono intraprendere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           percorso motivazionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è una scelta dietoterapica indicata in molti contesti: è stato visto che aumenta la compliance del paziente e della famiglia, nonché migliora indicatori come BMI, aderenza ai cambiamenti nelle scelte alimentari, introduzione di attività fisica e parametri ematochimici alterati per via dell’eccesso ponderale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il percorso può, e forse deve, essere integrato con la tecnologia e tutti i supporti dei quali siamo dotati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La review elaborata da Turner et al. nel 2014 ha evidenziato come l’utilizzo di SMS quotidiani, messaggi online, e-mail informative, uso di app che monitorano attività fisica e giochi che la stimolano il gioco ed una vita più attiva sono state utili per migliorare le abitudini alimentari, in particolare l’introduzione della colazione e alcune scelte di alimenti più salutari rispetto ad altri, l’aderenza alla dieta, l’aumento dell’attività fisica ed un più controllato introito calorico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È più auspicabile l’utilizzo della tecnologia con pazienti che possono andare più facilmente incontro a dropout o con i quali è più difficile fissare incontri a cadenza bisettimanale o mensile o con quelli più problematici, ma il suo utilizzo è estendibile a tutti vista la facilità e la sostenibilità a livello economico che presenta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora, sulla carta tutto questo è molto bello e motivante. La realtà ambulatoriale è ben diversa però.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi dovrebbe dimostrare genuino interesse verso la propria salute e verso quella dei propri famigliari molto spesso non lo fa. È facile presentarsi in visita con le migliori intenzioni; è estremamente difficile trasformare le intenzioni in motivazione e la motivazione in cambiamento. Forse si sottovaluta l’importanza dell’alimentazione, o forse il pensiero comune che ‘’qualche chilo in più a quest’età va bene, i bambini stanno crescendo’’ è radicato. Quando però i problemi di peso si protraggono con gli anni ed iniziano a manifestarsi le prime conseguenze (difficoltà respiratorie, parametri ematochimici alterati, negativa percezione del proprio aspetto fisico) è più complicato intervenire e porre rimedio ad una vita di scelte sbagliate e prese sottogamba. Il pensiero comune ritiene l’eccesso ponderale nel bambino (e negli adulti) qualcosa di normale, qualcosa che non è un problema di salute e che si può risolvere, basta mettersi un po’ a dieta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Contrastare ed educare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          su questi tipi di atteggiamenti è uno degli obiettivi da inseguire per ottenere risultati migliori in termini educativi e di salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2020 13:11:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/obesita-pediatrica-a-che-punto-siamo</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Ballare per curare corpo e anima: arrivano le prescrizioni mediche</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/ballare-per-curare-corpo-e-anima-arrivano-le-prescrizioni-mediche</link>
      <description>Le evidenze scientifiche sono tutte favorevoli a premiare la danza per i suoi effetti positivi sull'umore, l'immagine corporea, le relazioni, il sistema cardiocircolatorio, il peso corporeo, la plasticità neuronale... Insomma, ballare favorisce un miglioramento della salute psicofisica.
Un'indagine del sistema sanitario inglese sui pazienti che più frequentano gli studi dei medici di base ha portato a una splendida intuizione: quelle persone avevano bisogno di essere coinvolte in attività fisiche o artistiche di gruppo, per uscire dall'isolamento e dalla sedentarietà, al fine di migliorare la qualità della vita in termini di salute fisica, psicologica e relazionale.
Sono iniziate così le prime prescrizioni mediche di ballo, come terapia e prevenzione di diverse patologie. Vediamo qualche esempio sostenuto dalle ricerche scientifiche.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre ad essere l'arte del movimento, la danza è un'attività capace di fare bene al corpo e all'anima al punto di essere prescritta dai medici inglesi come se fosse un farmaco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le evidenze scientifiche sono tutte favorevoli a premiare la danza per i suoi effetti positivi sull'umore, l'immagine corporea, le relazioni, il sistema cardiocircolatorio, il peso corporeo, la plasticità neuronale... Insomma, ballare favorisce un miglioramento della salute psicofisica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il sistema sanitario inglese ha raccolto le osservazioni dei medici di base su chi frequentava più spesso i loro studi: è emerso che molti pazienti abitudinari presentavano problemi di solitudine, depressione, patologie legate a comportamenti a rischio come inattività fisica, dieta non sana, uso di alcol e fumo. Questa indagine ha portato a una splendida intuizione: quelle persone avevano bisogno di essere coinvolte in attività fisiche o artistiche di gruppo, per uscire dall'isolamento e dalla sedentarietà, al fine di migliorare la qualità della vita in termini di salute fisica, psicologica e relazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono iniziate così le prime prescrizioni mediche di ballo, come terapia e prevenzione di diverse patologie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vediamo qualche esempio sostenuto dalle ricerche scientifiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;span&gt;&#xD;
            &lt;i&gt;&#xD;
              
               per gli over 60 (e non solo)
              &#xD;
            &lt;/i&gt;&#xD;
          &lt;/span&gt;&#xD;
          
             : qualunque sia lo stile, la danza migliora la forza, resistenza e flessibilità muscolare, l'equilibrio, l'agilità, la coordinazione. Si rivela ottimale per prevenire osteoporosi e patologie cardiovascolari. Ha benefici notevoli per le persone che soffrono di obesità, diabete o patologie neurodegenerative. Chi la pratica testimonia il miglioramento della respirazione e in generale della qualità della vita.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              per chi soffre di stress e depressione
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            : danzare favorisce la regolazione dei livelli di serotonina e dopamina nel corpo, migliorando notevolmente l'umore e procurando sensazioni positive. Essendo un'attività sociale, la danza aiuta a far uscire la persona dall'isolamento e aiuta a creare nuove relazioni. Inoltre ballare ha un impatto positivo sull'autostima, poichè rende competenti nell'esecuzione di esercizi e coreografie e favorisce il senso di appartenenza al gruppo dei compagni di ballo.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              per chi ha problemi di memoria
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            : la ricerca scientifica ha dimostrato che la danza può migliorare la memoria e prevenire la comparsa di demenza, grazie alla sua capacità di contrastare la perdita di volume dell'ippocampo, una parte del cervello che controlla la memoria. La danza si rivela benefica anche per chi soffre di Alzheimer: è dimostrato che il movimento accompagnato da musiche familiari può aiutare a recuperare alcuni ricordi.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          &lt;i&gt;&#xD;
            
              per chi ha disabilità o difficoltà cognitive:
             &#xD;
          &lt;/i&gt;&#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            la danza favorisce la creazione di nuove connessioni neuronali e aumenta la plasticità del cervello, favorendo così un aumento dell'intelligenza cinestesica.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mia formazione integrata alla danza movimento terapia mi porta a sottolineare che ogni stile di danza ha sue peculiarità, che giocano un ruolo importante nell'esperienza corporea del Sé. Dunque, oltre a tutto ciò che hanno evidenziato i medici inglesi, aggiungo che è importante scegliere un corso di danza affine alle proprie attitudini e necessità psicologiche del momento. Per fare un esempio, una persona tendenzialmente depressa avrà maggiori probabilità di trarre benefici da stili di danza che attivano in particolare il peso, come i balli popolari del sud o il flamenco: le qualità di queste danze sono infatti particolarmente attivanti del senso di esserci, di poter spingere il pavimento, dunque possono risvegliare un senso di vitalità ed efficacia in chi tende a a sentirsi inconsistente e inutile. Oppure, una persona tendenzialmente irrigidita potrà beneficiare di stili di danza che favoriscono esperienze di flessibilità, fluidità e ritmicità, come la danza del ventre o i balli latino-americani. O ancora, una persona tendenzialmente inibita sarà probabilmente a suo agio a danzare uno stile fatto di figure, forme, sequenze che una volta imparate possono essere ripetute e combinate per ballare insieme a un/una partner appoggiandosi ad alcuni schemi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l'invito di stare in ascolto di quale esperienza è più adatta ai bisogni personali profondi, non mi resta che augurarvi buone danze!ne della forza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
          ”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 03 May 2020 17:02:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/ballare-per-curare-corpo-e-anima-arrivano-le-prescrizioni-mediche</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come facilitare il cambiamento?</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/come-facilitare-il-cambiamento</link>
      <description>Molto spesso le nostre buone intenzioni di cambiare un comportamento nostro o altrui vanno incontro a fallimenti e senso di frustrazione. Perché questo accade?
Una possibile risposta arriva dal Modello TransTeorico del Cambiamento di Di Clemente e Prochaska (1982), secondo il quale l’insuccesso dipende dalla non-conoscenza di come funziona il processo di cambiamento.
Secondo questo modello, è possibile cambiare solo attraverso il passaggio lungo una serie di step, ciascuno dei quali è propedeutico per il passaggio allo step successivo.
L’efficacia nella facilitazione di un cambiamento richiederebbe quindi di comprendere in quale fase del processo si trovi la persona e di facilitare il passaggio lungo queste fasi. Vediamole assieme.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Molto spesso ci ritroviamo intenti a cercare di modificare abitudini o comportamenti di altre persone che riteniamo essere disfunzionali.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio possiamo desiderare e cercare di convincere una persona a cui vogliamo bene di smettere di fumare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molto spesso però i nostri buoni sentimenti e le nostre buone intenzioni vanno incontro a fallimenti e senso di frustrazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché questo accade?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una possibile risposta a queste domande ci proviene dal Modello TransTeorico del Cambiamento di Di Clemente e Prochaska (1982) il quale cerca di fornire una prospettiva di osservazione all’interno della complessità del tema in questione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo questo modello l’insuccesso nella facilitazione del cambiamento comportamentale risiede nella non conoscenza della struttura e del processo di cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il modello nasce da un’analisi comparativa di 300 approcci psicoterapeutici alla ricerca dell’individuazione di fattori comuni facilitanti il cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Modello ha trovato vasta applicazione in ambito sanitario per la facilitazione del cambiamento di stili di vita disfunzionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cambiamento, infatti, sarebbe contraddistinto da una serie di fasi universali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cambiamento si realizzerebbe attraverso il passaggio lungo una serie di step, ciascuno dei quali è propedeutico per il passaggio allo step successivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’efficacia nella facilitazione di un cambiamento richiederebbe quindi nel comprendere in quale fase di questo processo si trovi la persona e nel facilitare il passaggio lungo queste fasi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le fasi individuate dagli autori sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Fase della Precontemplazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa fase la persona non ha la consapevolezza di avere un problema.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio una persona fumatrice che manifesta da lungo tempo una tosse cronica potrebbe pensare che fumare non faccia male e che la tosse non sia connessa al comportamento del fumare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La convinzione della persona potrebbe essere connessa alla propria esperienza di vita, magari dall’avere avuto parenti che hanno fumato e non hanno mai manifestato problemi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Fase della Contemplazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa fase la persona matura la consapevolezza dell’avere un problema.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fumatore inizia a considerare il fatto che la tosse sia per lui un problema e che questa dipenda dal comportamento del fumare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il passaggio dalla fase della Precontemplazione alla fase della Contemplazione viene favorito dall’aumento della consapevolezza dei rischi del fumo, dalla comprensione della connessione esistente tra fumo e tosse e dall’aumento della consapevolezza di come la tosse possa costituire un problema per sé stessi (ovvero come la tosse limiti le mie capacità e possibilità).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò che è fondamentale non è solo, quindi, la comprensione e sensibilizzazione sui rischi del fumo, ma l’aumento della consapevolezza di come il comportamento scorretto sia connesso ad una limitazione della mia esperienza di vita (in questo modo il fumare diventa un “mio” problema).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio posso prendere consapevolezza che il fumare da un po’ di tempo mi sta precludendo di vivere la mia grande passione per la montagna perché mi impedisce di godermi a pieno di lunghe passeggiate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Errato sarebbe invece pensare che per una persona nella fase della Precontemplazione sia sufficiente stimolare il cambiamento ammonendola dei rischi che corre, poiché la persona non ha ancora maturato la consapevolezza del problema, la connessione dei propri sintomi al problema e la consapevolezza di come il comportamento costituisca un problema per sé stessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Fase della Pianificazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa fase la persona ha preso consapevolezza che il comportamento costituisce un problema per sé stessi e si sta avvicinando all’idea di doverci porre rimedio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diciamo che si trova in una fase in cui il pensiero potrebbe essere: “Mi piacerebbe poter smettere di fumare, ma non so ancora se sono in grado di farlo e come poterlo fare”. Facilitare il passaggio dalla fase della Contemplazione alla fase della Pianificazione richiede sostenere il desiderio di cambiamento della persona, aiutandola a contattare i benefici conseguibili e i vantaggi apportabili alla propria vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non significa elencare i benefici derivabili dallo smettere di fumare, ma aiutare la persona a prendere contatto con l’esperienza di vita del non essere più fumatore ed alla consapevolezza dei benefici per la propria vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tornando all’esempio della montagna la persona va aiutata a contattare l’esperienza delle passeggiate da non fumatore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Errato in questa fase sarebbe convincere la persona al cambiamento attraverso una serie di benefici generici che non sono però connessi ai desideri e alla motivazione della persona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Fase della Azione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La persona è ora desiderosa di cambiare e sta ora pensando se possa essere in grado di farlo e a come poterlo fare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facilitare il passaggio dalla fase della Pianificazione alla fase dell’Azione richiede saper sostenere la persona nel proprio senso di autoefficacia, ovvero nella consapevolezza di avere le risorse per effettuare questo cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio la persona potrebbe prendere consapevolezza di avere già smesso in passato abitudini vissute come sotto forma di dipendenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, in questa fase, è anche importante individuare comportamenti di cambiamento realistici e sostenibili per sé stessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Errato in questa fase sarebbe cercare di convincere la persona a smettere sulla base dei rischi e dei sentimenti di paura dal momento che la persona potrebbe non percepire in sé la capacità di poter cambiare oppure invitarla a cambiamenti del tipo “tutto o nulla” che potrebbero essere non sostenibili dalla persona e fonte di frustrazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Fase del Cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa fase la persona attua il cambiamento dei comportamenti: sta riducendo o smettendo di fumare da un po’ di tempo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostenere la persona in questa fase significa rimandare apprezzamento per lo sforzo fatto e comprensione per la difficoltà vissuta, non esasperare eventuali ricadute ed invitare la persona a premiarsi in qualche modo per la fatica dimostrata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           6. Fase del Mantenimento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa fase la persona ha cambiato i propri comportamenti da un tempo considerevole. Utili in questa fase sono gli stessi comportamenti di facilitazione della fase precedente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Modello di Di Clemente e Prochaska ci aiuta a comprendere di come la facilitazione del cambiamento comportamentale spesso risulti inefficace per una non conoscenza della struttura e dei processi di cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spesso, infatti, si ritiene sia sufficiente ammonire la persona dei rischi che corre (quando per il modello è fondamentale saper stimolare la consapevolezza del problema e la forza desiderante al cambiamento) oppure si richiede un cambiamento comportamentale (corrispondete alla fase di Azione), quando la persona deve percorre ancora delle fasi precedenti prima di poter effettivamente attuare un cambiamento comportamentale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Modello, inoltre, mette in luce che queste fasi sono universali, ovvero che ogni cambiamento debba passare da ciascuna di esse per potersi realizzare, anche se i tempi richiesti da ciascuna persona per il passaggio attraverso di essi sono variabili e il loro presentarsi non è scontato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/reposo"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/reposo-97b8c422.jpg" alt="dott. Cristiano Reposo" title="Scopri di più sul dott. Cristiano Reposo"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 20 Apr 2020 16:59:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/come-facilitare-il-cambiamento</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott. Cristiano Reposo,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/reposo-97b8c422-ee3ce789.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il massaggio californiano</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/il-massaggio-californiano</link>
      <description>Il Massaggio Californiano è per eccellenza un massaggio avvolgente e distensivo, fa parte dei massaggi olistici, dona relax e dolcezza, movimenti fluidi, dolci e armonici sono i protagonisti di questo trattamento ed è ideale per persone stressate e sovraffaticate.
Viene effettuato con olio vegetale dove vengono diluiti oli essenziali dal potere rilassante. Le mani creano una coreografia armoniosa sul corpo. Scopriamo i suoi benefici fisici e mentali.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Massaggio Californiano è per eccellenza un massaggio avvolgente e distensivo, fa parte dei
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          massaggi olistici, dona relax e dolcezza, movimenti fluidi, dolci e armonici sono i protagonisti di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          questo trattamento ed è ideale per persone stressate e sovraffaticate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tecnica è stata inventata a Big Sur, in California, intorno agli anni Sessanta presso l’Istituto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esalen in cui accompagnava come momento di relax le pratiche di psicoterapia. Prende il nome
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          dallo Stato California, a favore del popolo americano che era allora impegnato nella famosa Guerra
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          del Vietnam per aiutare molti reduci di guerra che avevano subito traumi psico-fisici e dai quali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          emergevano bisogni di amore, protezione e pace. Bisogno di ricevere protezione e consolazione a
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          causa di situazioni come rabbia, terrore, ansia legate alla battaglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di un Massaggio di circa un’ora che viene effettuato con olio vegetale (riso, mandorla,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sesamo,…) dove vengono diluiti oli essenziali dal potere rilassante. Le mani creano una coreografia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          armoniosa sul corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Benefici fisici e mentali, parliamo di relax, equilibrio tra corpo e mente, defaticante e antistress,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          aiuta nella relazione con il proprio corpo, riequilibra il sistema nervoso, favorisce la circolazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sanguigna e linfatica, smaltisce le tossine, favorisce il sonno, ridimensiona ansie e tensioni, aumenta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la propria autostima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Controindicazioni al massaggio: febbre e influenza, ferite aperte, micosi della pelle, necrosi,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tromboflebiti, cardiopatie, tumori, malattie del sangue.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/118863-58033492.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/TPTk8SJQ7eK227J7EXM1_file-b03ffec9.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 13 Feb 2020 18:24:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/il-massaggio-californiano</guid>
      <g-custom:tags type="string">massaggio,Irene Biasco,operatori del benessere</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quali sono le migliori condizioni relazionali per la crescita umana?</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/quali-sono-le-migliori-condizioni-relazionali-per-la-crescita-umana</link>
      <description>Esistono delle condizioni relazionali che favoriscono la crescita costruttiva dell’individuo, ovvero la sua capacità di trovare un migliore adattamento e un migliore benessere? Queste condizioni possono valere in ogni contesto relazionale, sia esso un rapporto terapeutico, la relazione genitore-figlio, la relazione all’interno di una coppia o di un gruppo di persone?
Di questi temi si è occupato, nel corso della sua lunga attività clinica e di ricerca, lo psicologo umanista americano Carl R. Rogers (1902-1987).</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Esistono delle condizioni relazionali che favoriscono la crescita costruttiva dell’individuo, ovvero la sua capacità di trovare un migliore adattamento e un migliore benessere? Queste condizioni possono valere in ogni contesto relazionale, sia esso un rapporto terapeutico, la relazione genitore-figlio, la relazione all’interno di una coppia o di un gruppo di persone?
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di questi temi si è occupato, nel corso della sua lunga attività clinica e di ricerca, lo psicologo umanista americano Carl R. Rogers (1902-1987).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partendo dalla sua esperienza clinica, si occupò nel corso di tutta la sua vita personale e professionale di dare risposta alla seguente domanda: “che cosa favorisce la crescita e il cambiamento costruttivo in un essere umano?”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più nello specifico partì dalla propria attività clinica e si domandò che cosa ci fosse, nel suo comportamento e nel suo atteggiamento, che potesse favorire un cambiamento costruttivo nell’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Amante della verifica scientifica di ogni affermazione che potesse essere da lui teorizzata e desideroso di portare sempre alle più estreme conseguenze logiche ogni sua intuizione, sottopose a rigorosa ricerca empirica ogni concetto da lui sviluppato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non fu mai grandemente interessato alla sola teorizzazione o alla mera speculazione filosofica, ma fu sempre desideroso di verificare la bontà delle sue ipotesi (fu il primo psicoterapeuta a registrare le sedute affinché si potesse studiare attraverso ogni micro-scambio verbale e non verbale, quali potessero essere gli atteggiamenti più efficaci nel cambiamento costruttivo dell’altro).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arrivò quindi a teorizzare una serie di condizioni, da lui definite
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           condizioni necessarie e sufficienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che, se presenti in una relazione terapeutica, aumenterebbero la probabilità di generare un miglior adattamento nell’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo Carl R. Rogers un cambiamento costruttivo nell’altro ha più probabilità di generarsi qualora sia presente un “clima facilitante alla crescita”, costituito da una serie di atteggiamenti del terapeuta, che possa essere percepiti tali dal paziente/cliente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per atteggiamento non si intende l’applicazione di una metodologia o una tecnica, ma un vero e proprio “modo di essere” del terapeuta, ossia un modo di porsi e di vedere l’altro che si sia compenetrato profondamente nel proprio modo di vedere e percepire l’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ben inteso, non è rilevante il modo che il terapeuta ha di valutare il suo modo di stare nella relazione, ma il modo in cui si viene percepiti dai propri pazienti/clienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tali atteggiamenti sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a) La
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fiducia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          nelle risorse dell’altro, ovvero nella sua capacità di auto-direzionare e auto-determinare la propria vita, nella sua innata capacità di crescere in modo costruttivo (in presenza di un clima psicologico facilitante). 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo Carl R. Rogers ogni organismo vivente, in presenza di condizioni facilitanti la sua crescita, tenderebbe a svilupparsi in maniera costruttiva ed adattiva, mostrando una propensione alla crescita costruttiva evoluzionisticamente predeterminata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          b) La
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Congruenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          del terapeuta, ovvero la capacità del terapeuta di essere nella relazione terapeutica trasparente, ovvero di essere percepito in modo autentico in ciò che pensa e dice;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          c) L’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Accettazione Incondizionata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          del terapeuta, ovvero la capacità del terapeuta di farsi percepire dall’altro come totalmente accettante il suo vissuto e la sua esperienza. Ben inteso, ciò non significa accettare ogni comportamento dell’altro, ma saper comprendere ed accettare il vissuto e le emozioni che ne stanno alla base. Ad esempio posso non comprendere il modo in cui esprimi la tua aggressività, ma posso comprendere la tua rabbia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          d) L’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Empatia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ovvero la capacità del terapeuta di essere percepito come una persona che sa comprendere profondamente il vissuto del cliente/paziente, che sa entrare profondamente nel modo di vedere il mondo dell’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando in una relazione terapeutica il paziente/cliente percepisce nella relazione la presenza di tali atteggiamenti, si creerebbe per Carl R. Rogers un “clima facilitante la crescita costruttiva dell’altro”, ovvero una condizionale relazionale di fiducia in cui la persona può arrivare a comprendere profondamente se stessa al fine di attuare scelte costruttive per la propria vita e sviluppare un adattamento più salutare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo Carl R. Rogers questo modo di essere nella relazione del terapeuta può essere ostacolato da una eccessiva tendenza alla speculazione teorica o all’inquadramento diagnostico. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tendenza a comprendere l’altro “dall’esterno”, ossia osservare l’altro attraverso un tentativo di categorizzare i suoi processi emotivo e cognitivi, rischierebbe di distogliere dalla reale comprensione del suo vissuto, del suo modo di essere-nel-mondo, facendo venire meno quel clima psicologico facilitante da lui teorizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le condizioni relazionali facilitanti la crescita umana si sono poi dimostrate condizioni predittive della crescita costruttiva di un essere umano non solo in ambito terapeutico, ma in ogni contesto relazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Hanno dimostrato la loro efficacia nell’ambito educativo (nel rapporto insegnate-alunno), nella crescita di gruppi e comunità, nel miglioramento delle relazioni affettive (nei rapporti amicali e di coppia).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/reposo"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/reposo-97b8c422.jpg" alt="dott. Cristiano Reposo" title="Scopri di più sul dott. Cristiano Reposo"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10091.jpeg" length="57484" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 15 Jan 2020 18:12:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/quali-sono-le-migliori-condizioni-relazionali-per-la-crescita-umana</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott. Cristiano Reposo,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/reposo-97b8c422-ee3ce789.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La maleducazione è contagiosa: come rompere la catena della negatività?</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/la-maleducazione-e-contagiosa-come-rompere-la-catena-della-negativita</link>
      <description>I comportamenti scortesi generano un effetto valanga: più siamo esposti alla maleducazione, più la percepiamo negli altri e aumenta la probabilità di essere ostili a nostra volta con gli altri. 
L'esposizione alla maleducazione attiva nella nostra mente il concetto di ostilità. Questo ci porta a percepire il mondo con un atteggiamento difensivo rispetto all’ostilità, influenzando le nostre interpretazioni e reazioni a discapito di un’analisi lucida della situazione e di risposte regolate.
Come rompere la catena della negatività? 
Il primo passo è prendere consapevolezza dell’ostilità ricevuta, elaborando la situazione vissuta personalmente o di cui si è stati testimoni. A questo punto bisogna prendere le distanze da quella ostilità, attivando l’autoregolazione che contiene gli impulsi e permette di riacquisire lucidità.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         È più che mai attuale l’argomento
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          hate speech
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         , soprattutto sui social network.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma anche la vita reale ci immerge costantemente in interazioni particolarmente aggressive, maleducate e ostili. Questo non vale solo per gli sconosciuti in situazioni come la guida, le file, i mezzi pubblici ecc: chiunque avrà in mente almeno una persona (familiare, collega, amica) che è solita rivolgersi agli altri con modi e toni sgarbati, facendo passare questo atteggiamento come una manifestazione di forza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo uno studio del Warrington College of Business Administration (Florida) pubblicato sul '
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Journal of Applied Psychology
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ', i comportamenti scortesi generano un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           effetto valanga: più siamo esposti alla maleducazione, più la percepiamo negli altri e aumenta la probabilità di essere ostili a nostra volta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con gli altri. Ciò accade perché l’esposizione alla maleducazione attiva nella nostra mente il concetto di ostilità, in modo più o meno consapevole. Tale attivazione ci porta a percepire il mondo con un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           atteggiamento difensivo rispetto all’ostilità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , influenzando le nostre interpretazioni e reazioni a discapito di un’analisi lucida della situazione e di risposte regolate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La circolarità dei comportamenti ostili è estremamente dannosa per la salute, poiché genera forti livelli di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           stress
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e rende intollerabile l’ambiente familiare, lavorativo, gruppale, di coppia ecc, procurando
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           effetti negativi anche nella vita affettiva personale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come rompere la catena della negatività? 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo passo è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           prendere consapevolezza dell’ostilità ricevuta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , elaborando la situazione vissuta personalmente o di cui si è stati testimoni. A questo punto bisogna prendere le distanze da quella ostilità, attivando l’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           autoregolazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che contiene gli impulsi e permette di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           riacquisire lucidità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . La differenza fondamentale è che gli impulsi ci portano a reagire in modo difensivo e non pensato, mentre la consapevolezza ci porta a rispondere in modo ponderato e contestualizzato. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta ovviamente di un’operazione molto difficile, complessa a livello energetico e in alcuni casi costosa in termini di orgoglio. Ma quando ci accorgiamo che l’ostilità intorno a noi ci sta causando malessere è fondamentale sapere che cosa può effettivamente funzionare per
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           spezzare una catena negativa e generarne una positiva.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Credo che l’aiuto maggiore possa arrivare dalla consapevolezza che la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           vera dimostrazione di forza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          la dà non chi reagisce impulsivamente con scortesia, ma chi riesce a fare lo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sforzo di rispondere lucidamente con calma e gentilezza. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se non caschiamo nell’inganno “chi urla e batte i pugni sul tavolo è il più forte”, allora potremo valorizzare i nostri atti di gentilezza come manifestazioni di forza emotiva e cognitiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per citare il filosofo Hoffer, “
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           la maleducazione è una debole imitazione della forza
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 13 Jan 2020 17:56:53 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10091.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Mamma, ti voglio tutta per me!”: la voce della gelosia</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/mamma-ti-voglio-tutta-per-me-la-voce-della-gelosia</link>
      <description>L’arrivo di un fratellino o di una sorellina può scatenare nei figli sentimenti di gelosia, al punto da creare forti tensioni familiari e mettere in difficoltà i genitori, sia sul piano emotivo per i sensi di colpa, sia sul piano comportamentale per la gestione dei conflitti.
Nel caso dei primogeniti, i segnali di gelosia sono solitamente più evidenti e forse più attesi dai genitori, ma non ne sono esonerati i figli unici e i secondogeniti.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’arrivo di un fratellino o di una sorellina può scatenare nei figli sentimenti di gelosia, al punto da creare
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           forti tensioni familiari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e mettere
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           in difficoltà i genitori
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , sia sul piano emotivo per i sensi di colpa, sia sul piano comportamentale per la gestione dei conflitti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante tenere presente che i bambini sono molto egocentrici, considerano solo i propri bisogni e desideri, cercano di catalizzare le attenzioni di tutta la famiglia:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l’inevitabile perdita di centralità assoluta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          può essere molto dolorosa e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           difficile da accettare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Nel caso dei primogeniti, i segnali di gelosia sono solitamente più evidenti e forse più attesi dai genitori, ma non ne sono esonerati i figli unici e i secondogeniti. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La gelosia può esprimersi non solo nei confronti di fratellini e sorelline, ma anche verso uno dei genitori o altri parenti, insomma qualsiasi figura che possa in qualche modo minacciare l’esclusività delle attenzioni e cure amorevoli. In questo senso, la gelosia è un sentimento normale e funzionale, che porta a
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ricercare la vicinanza delle figure amate
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          per ricevere attenzioni nel momento in cui mancano o potrebbero potenzialmente mancare; diventa però
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           disfunzionale quando si manifesta attraverso comportamenti aggressivi, provocatori o eccessivamente passivi. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Situazioni diffuse sono quelle in cui il/la bimbo/a non vuole che altri parenti “invadano” la casa, si lamenta di non ricevere abbastanza abbracci da un genitore, vuole più tempo per la diade genitore-figlio/a, pretende l’esclusività, racconta bugie, di fronte a un genitore fa i capricci con l’altro… Queste sono le modalità con cui forse il/la figlio/a sta cercando di dire al genitore “
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Ho paura, non abbandonarmi
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ”. Certamente, per i genitori è straziante accorgersi che i figli soffrono perché non si sentono abbastanza accuditi; è difficile, se non impossibile, ristrutturare il nucleo familiare e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           stabilire nuovi equilibri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          senza che nessuno ne soffra. Proprio per questo, il compito della famiglia è accorgersi dei segnali di sofferenza e mobilitarsi per superare i momenti di crisi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Restando sul generale, una buona pratica può essere quella di creare momenti tra genitori e figli, offrendo un vero e proprio
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           contenitore temporale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          entro il quale i piccoli possano riconoscere uno
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           spazio esclusivo e protetto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          da minacce esterne. Può essere complicato dovendo accudire un altro figlio, ma un genitore non è mai solo, può contare anche sull’altro genitore o nonni, zii e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           altri aiutanti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          É più che legittimo chiedere collaborazione, soprattutto se un figlio sta manifestando l’esigenza di passare più tempo insieme. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio, un genitore potrebbe dire espressamente al figlio geloso: “
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           dopo che avrò dato la pappa al più piccolo staremo insieme solo io e te per mezz’ora
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          ”, proponendo una delle attività preferite del bimbo, e delegando agli altri adulti della famiglia la presa in carico di eventuali esigenze degli altri figli per questo breve tempo. Far sentire ai piccoli la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sicurezza che esiste ancora uno spazio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          esclusivo garantito e non invaso da altre persone potrebbe attenuare il sentimento di gelosia, anche se saranno probabili le proteste e i capricci allo scadere del tempo insieme. Si tratta comunque di un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           insegnamento educativo importante sia dell’esperienza del limite sia dell’esistenza dei bisogni altrui
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che per una buona competenza sociale è bene imparare a rispettare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto riguarda il tema delle punizioni, è importante limitarle ai soli episodi in cui i figli attuano comportamenti molto aggressivi e violano le regole familiari dettate dai genitori (es. alzano le mani su fratelli/sorelle/genitori, dicono parolacce, rompono oggetti), mentre è preferibile evitare di sgridare e punire i bambini nel momento in cui manifestano la gelosia con modalità meno violente.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Non deve infatti passare il messaggio che si stanno punendo i figli perché provano gelosia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : la gelosia è un sentimento del tutto normale, difficile da gestire, pertanto
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           é compito degli adulti aiutare i più piccoli a imparare a gestire questa emozione complessa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che é importante esprimere nel modo giusto e che, se inibita, continuerebbe comunque a esistere ma sarebbe più difficile da cogliere per i genitori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I bambini gelosi hanno paura di non ricevere più le attenzioni come prima, perciò la ricercano come possono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli adulti possono invece armarsi di (santa) pazienza, ascoltare le richieste dei piccoli e rassicurarli (a parole e a fatti) che avranno sempre uno spazio esclusivo, anche quando la famiglia si allarga.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:09:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/mamma-ti-voglio-tutta-per-me-la-voce-della-gelosia</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Massaggio Metamerico</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/il-massaggio-metamerico</link>
      <description>Emozioni e stress trattenuti con il tempo vengono somatizzati sul corpo portando a fastidi e dolori. Queste tensioni accumulate possono essere trattate in modo dolce e con tecniche manuali, nel mio studio ad esempio un trattamento che propongo è il massaggio metamerico. Vi parlo di più nello specifico di questo trattamento profondo e benefico localizzato a collo e schiena.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi parliamo del Massaggio Metamerico…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Emozioni e stress trattenuti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con il tempo vengono somatizzati sul corpo portando a fastidi e dolori. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste tensioni accumulate possono essere trattate in modo dolce e con tecniche manuali, nel mio studio ad esempio un trattamento che propongo è il massaggio metamerico. Vi parlo di più nello specifico di questo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           trattamento profondo e benefico localizzato a collo e schiena.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il massaggio metamerico è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           una sorta di riflessologia dorsale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Immaginiamo la colonna vertebrale suddivisa in metameri-segmenti immaginari, legati ad una particolare regione di innervazione, che corrispondono a varie parti del corpo in relazione con organi ed emozioni, si tratta di emozioni represse volontariamente o inconsciamente, che se vengono massaggiate apportano vari benefici sul piano fisico e psichico, si ha sia un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           miglioramento di un eventuale sintomatologia dolorosa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , sia un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           miglioramento dell’innervazione a tutti gli organi corrispondenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il trattamento dei metameri ha quindi un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           approccio psicosomatico sulle emozioni trattenute
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , questa pratica riesce a detossinare il tessuto connettivale, ad armonizzare le emozioni e ripristinare a livello energetico gli organi riflessi. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I metameri si tendono ogni volta che una persona è particolarmente stressata creando accumulo di tensione dovuto a situazioni spiacevoli vissute (registrate) ma non metabolizzate. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stimolando questi segmenti oltre ad un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           immediato senso di benessere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          delle zone collegate si potrà inoltre avere un rilascio di endorfine con conseguente sensazione di serenità e pace, donando una sensazione di leggerezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ottimo in caso di
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           stress, insonnia, dolori fisici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (collo, schiena, ciclo mestruale doloroso),
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           rallentamento del transito intestinale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e molto altro, utile inoltre se si fa un percorso psicologico, in modo da poter lavorare anche sul piano fisico che può far emergere pensieri e sensazioni che andranno poi elaborate con il professionista che segue il vostro percorso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/TPTk8SJQ7eK227J7EXM1_file-b03ffec9.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 30 Sep 2019 17:28:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/il-massaggio-metamerico</guid>
      <g-custom:tags type="string">massaggio,Irene Biasco,operatori del benessere</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/TPTk8SJQ7eK227J7EXM1_file-b03ffec9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/md/and1/dms3rep/multi/10091.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Preadolescenti: i 5 errori più comuni dei genitori</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/preadolescenti-i-5-errori-piu-comuni-dei-genitori</link>
      <description>I genitori non hanno mai vita facile, ma è soprattutto con i preadolescenti che l’attenzione tende a calare, con un generale limite dell’interesse alle prestazioni scolastiche e a eventuali comportamenti palesemente devianti, a discapito dell’ascolto più empatico nella relazione tra genitori e figli.
Scopriamo quali sono i 5 errori più comuni dei genitori con figli e figlie preadolescenti.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La preadolescenza è una delle fasi di vita più complesse e sconvolgenti da attraversare, sia per i figli sia per i genitori. Nel periodo tra i 10 e i 13 anni il corpo si trasforma con la pubertà ed è attivato dalle pulsioni sessuali, il rapporto con i genitori cambia a favore di una sempre maggiore autonomia, e la relazione con i pari diventa fondamentale per trovare un gruppo a cui affiliarsi, sperimentare nuovi modi di esprimere se stessi e sviluppare le abilità emotive e sociali che permettono di stare bene nel gruppo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I genitori non hanno mai vita facile, ma è soprattutto con i preadolescenti che l’attenzione tende a calare, con un generale limite dell’interesse alle prestazioni scolastiche e a eventuali comportamenti palesemente devianti, a discapito dell’ascolto più empatico nella relazione tra genitori e figli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scopriamo quali sono i 5 errori più comuni dei genitori con figli e figlie preadolescenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ol&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             SCAMBIARLI PER ADULTI
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            . Anche se possono sembrare molto maturi a livello cognitivo, i preadolescenti sono ancora fragili a livello emotivo e hanno bisogno del sostegno dei genitori. È raro che lo ammettano e facciano richieste esplicite, per questo gli adulti devono essere attenti a cogliere i segnali non verbali e i comportamenti per intuire come stanno i figli e avvicinarsi a loro quando potrebbero aver bisogno di aiuto.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             TRATTARLI ANCORA COME BAMBINI.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            Il principale compito di sviluppo della preadolescenza è quello di separarsi gradualmente dai genitori per costruire la propria individualità. Senza piccoli compiti di responsabilità e di autonomia i ragazzi non possono avere occasione di cavarsela da soli, restando così dipendenti dai genitori per un periodo eccessivamente lungo rispetto alle loro potenzialità e necessità evolutive.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             NON DARE REGOLE.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            Le regole possono sembrare ostacoli, ma in realtà sono i paletti laterali che permettono di non uscire di strada. Le regole servono a confrontarsi con il senso del limite, proprio per questo sono necessarie in un periodo di vita caratterizzato generalmente dalla sfida o dall’incoscienza delle conseguenze portate da azioni o parole. Per l’educazione e la responsabilizzazione dei ragazzi, è fondamentale trovare un buon equilibrio tra divieti e concessioni, con poche ma chiare regole e relative punizioni motivate da un semplice nesso causa-conseguenza.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             PROTEGGERLI IN MODO ECCESSIVO
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            . Affinché possano crescere e maturare i preadolescenti devono vivere sulla pelle i propri sbagli. Di fronte a un bambino il genitore ha tipicamente un atteggiamento più direttivo e offre indicazioni su cosa fare e come farlo, ma di fronte a un preadolescente il genitore deve spostarsi in disparte e diventare un osservatore disponibile a intervenire. Più che direttive, ai preadolescenti servono ascolto, delucidazioni e consigli, affinché possano trovare nei genitori il sostegno necessario per provare e riuscire efficacemente da soli.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             SOTTOVALUTARE EVENTUALI DIFFICOLTÀ NELLA RELAZIONE CON I PARI.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            Questa è l’età in cui i ragazzi imparano a stare in gruppo con i coetanei, sviluppando quelle abilità relazionali che in adolescenza verranno ormai date per scontate e saranno determinanti per una buona competenza sociale. È dunque fondamentale che i genitori prestino attenzione alla qualità delle relazioni che i figli sviluppano con i coetanei, dal gruppo classe al vicinato, ai compagni di attività extra scolastica, ai vecchi amici con cui si mantengono i contatti. Dall’analisi di quanto i ragazzi siano capaci di esprimere le proprie emozioni e idee, comunicare efficacemente, rispettare gli altri e farsi rispettare, creare legami significativi, i genitori possono cogliere eventuali difficoltà sociali dei figli, intervenire in prima persona o richiedere una consulenza professionale per aiutare i preadolescenti a sviluppare le proprie abilità relazionali.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 09 Sep 2019 17:15:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.centroumanistico.com/preadolescenti-i-5-errori-piu-comuni-dei-genitori</guid>
      <g-custom:tags type="string">dott.ssa Sara Bosatra,psicologia e psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/U69PBwsnTBSZ8b1zIJyn.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come scegliere un Olio Essenziale</title>
      <link>https://www.centroumanistico.com/come-scegliere-un-olio-essenziale</link>
      <description>Tante volte mi chiedete come scegliere un olio essenziale… Oggi si parla spesso di Oli Essenziali e il mondo del commercio ci offre una vasta scelta, ma sappiamo veramente quali caratteristiche osservare per scegliere un'essenza di qualità in tutta sicurezza?
Scopriamo assieme come leggere le etichette per evitare i prodotti scadenti e scegliere invece un olio essenziale di qualità.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tante volte mi chiedete come scegliere un olio essenziale… 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi si parla spesso di Oli Essenziali e il mondo del commercio ci offre una vasta scelta, ma sappiamo veramente quali caratteristiche osservare per scegliere un'essenza di qualità in tutta sicurezza? 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un olio essenziale (O.E.) è l’essenza volatile estratta da piante aromatiche, mediante distillazione in corrente di vapore acqueo, estrazione con solvente, spremitura a freddo (tecnica riservata agli agrumi) oppure enfleurage riservato a fiori come gelsomino, mimosa, ecc.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Innanzitutto diffidate da O.E. che presentano solo tale
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dicitura: "OLIO ESSENZIALE ALLA LAVANDA".
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ...Assolutamente da non prendere in considerazione!
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           E ora vi spiego il perché. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono tantissime varietà di lavanda ed in questo caso non vi è specificata quale lavanda c’è all’interno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un olio essenziale di qualità ha diverse caratteristiche
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ora le vediamo insieme:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ol&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Nome botanico in latino sempre citato
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
        
            (es. Lavandula Angustifolia)
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Parte della pianta utilizzata
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
        
             (es. sommità fiorite)
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Metodo di estrazione
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Certificazione BIO
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Chemiotipizzazione
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
        
            che permette di avere una conoscenza approfondita dei componenti chimici presenti all’interno. Caratteristica importante che permette di sapere in base al chemiotipo dominante quale proprietà e indicazioni terapeutiche ha un O.E.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora vi mostro un esempio per fare chiarezza, parlando di tre tipi di Lavanda:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Lavandula Angustifolia:
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            contiene linalolo, acetato di linalile.
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Lavanda rilassante;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Lavandula Latifolia:
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            contiene 1.8 cineolo, linalolo, canfora.
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Ottimo su bruciature e punture di vespe
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Lavandula Stoecheas:
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            ricca in canfora. Utile ad esempio se abbiamo un
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dolore al ginocchio
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            ,
            &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             ma attenzione
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            essendo ricca in canfora se usata a grandi dosi può essere abortiva e neurotossica.
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi mi raccomando diffidate da Oli Essenziali dove non vi è specificato tutto ciò. Come avete visto la lavanda può avere diverse indicazioni e non solo la più conosciuta come l’effetto rilassante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ringrazio per l’attenzione e mi raccomando acquistate con consapevolezza.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/3eb6d49600c346379dd495ea8c46918e/dms3rep/multi/TPTk8SJQ7eK227J7EXM1_file-b03ffec9.jpg" alt="dott.ssa Sara Bosatra" title="Scopri di più sulla dott.ssa Sara Bosatra"/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Fri, 12 Jul 2019 17:36:20 GMT</pubDate>
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